Badanti: Persone che Facilitano la mia Vita.

BadantiNei primi tre anni della mia malattia mia mamma è sempre stata il mio sostegno.

Tutti i giorni, a casa e fuori casa, in Italia e all’estero, di giorno e, se necessario, di notte.

Normalmente però di notte toccava a mio papà.

All’inizio dell’anno 2000 poi, la mia mamma non è più stata in grado di sostenermi, e ha dovuto cedere il passo alla prima badante.

Era una simpatica marocchina, molto carina, italiano semplicemente perfetto. E’ stata con me per quasi due anni, poi si è sposata, si è trasferita, ha trovato un nuovo lavoro. All’inizio, devo dire, non ero per niente felice di essere aiutata da una estranea, da qualcuno che non fosse mia mamma, ma ovviamente mi rendevo conto della situazione.

Da allora sono passati più di dieci anni e il mondo è passato da casa mia.

Le persone che mi hanno aiutato provenivano dalla Romania e dalla Moldavia, dall’Ucraina e dalla Nigeria, dal Perù e dall’Ecuador, dalla Polonia, dal Marocco, dalla Somalia, dall’Angola.

Ben poche le italiane, in proporzione.

E’ stato un continuo riadattarsi, ma anche un arricchimento perché ciascuna di loro ha portato in casa una cultura diversa, perché mi hanno parlato del loro Paese, hanno condiviso le loro tradizioni e le loro ricette di cucina. Anche loro hanno imparato il mio linguaggio, un po’ particolare a dir il vero, visto che io comunico con l’aiuto degli occhi. Ovviamente partivano da una conoscenza, più o meno buona, dell’italiano. 

A volte abbiamo conosciuto alcuni loro parenti. Una volta mia sorella è stata invitata in Marocco al matrimonio di una cugina della nostra ragazza. E così ha potuto partecipare ad una cerimonia, che definire fantastica, è troppo poco. (così ce l’aveva definita al ritorno).

A mio papà e a mia mamma l’onore e l’onere della ricerca, della selezione, del capire se le loro caratteristiche potevano conciliarsi con le mie esigenze, ma anche con quelle di tutta una famiglia, nella quale dovevano inserirsi, visto che hanno sempre abitato presso di noi.

Fra l’altro, abbiamo sempre inserito queste persone nella famiglia, considerandole praticamente come membri effettivi della famiglia stessa. Condividono i nostri momenti di vita quotidiana, pranzano e cenano con noi, partecipano ai nostri incontri familiari con il parentado o con gli amici, vengono con noi in vacanza al mare tutte le estati. Sono veramente in tutto e per tutto di famiglia.

Ma come trovarle?

Una ricerca fatta per bene può diventare un vero lavoro, metodico, a volte faticoso, e logorante in certi momenti.

Scegliere non è mai facile, e quando non c’è neppure scelta, può diventare difficile organizzarsi in casa in attesa della soluzione più idonea. E poi le badanti giovani, vicine a me per età, tendevano a stare poco, perché si sposavano, si trasferivano, mettevano al mondo un figlio, tornavano a casa.

Quindi nuova ricerca, nuovo stress, e nuovo ri-adattamento. Che fatica! Anche per mio padre che cura da sempre tutta la parte burocratica, rispettando le leggi. Registra tutti gli straordinari, ferie, permessi per riposo settimanale, assenze per motivi di salute, prepara il loro cedolino mensile e tutto il resto… è molto scrupoloso in materia.

Grazie Papà!

Tutte queste ricerche e assunzioni di nuove badanti, ci hanno permesso però di acquisire un’esperienza significativa in questo ambito.

Se hai bisogno anche tu di assumere una badante, oppure ti serve più chiarezza nella gestione del rapporto di lavoro con una di esse, scopri questa risorsa davvero utile che abbiamo preparato per te.

A presto,

-Gin

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